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ROSSANO LA BIZANTINA ROSCIANUM cs

storia 01

Città molto antica e famosa; essa ha costantemente svolto un ruolo di grande rilievo. Si presume fondata dai Romani che le diedero il nome di Roscianum anche se i ritrovamenti di necropoli, suppellettili e di materiale archeologico diverso fanno ritenere che Rossano fosse abitata da popolazioni molto prima dell'arrivo dei Romani. Per la sua posizione naturalmente fortificata è una "città fortezza" di grande importanza. Inespugnata dai visigoti di Alarico nel 412 e dai Longobardi nel 573 passa, già durante il corso della guerra greco-romana, sotto la dominazione dell'impero di Bisanzio di cui diventa in Italia uno dei centri più attivi dal VI al XI secolo.

TERRITORIO ROSSANO ROSCIANUM

E' l'unica città del Sud d'Italia a resistere alle incessanti e rovinose incursioni degli Arabi e a non essere mai conquistata dai Saraceni della Sicilia. Centro militare di prim'ordine, è uno dei centri politico-amministrativi più importanti del dominio bizantino che ospita i più alti dignitari della corte di Bisanzio, dell'impero Italo-Tedesco(OttoneIII imperatore di Sassonia) dando alla Chiesa il Papa San Zosimo (417-418). Dal 951 al 983 è la Capitale dei possedimenti bizantini in Italia.
 
PATIRE ROSANO ROSCIANUM
 
Rossano "La Bizantina" svolge un ruolo di primissimo piano nella storia religiosa e culturale essendo stata lun punto di riferimento della spiritualità e della civiltà Greco-Cristiana dell'intera Epoca Medievale. I monaci ricercando zone protette dai presidi bizantini edificano "scavando" nelle zone tufacee grotte di tipo "eremitico-lauritico". 

Nel 636 giunge a Rossano il "CODEX PURPUREUS ROSSANENSIS"

CODEX PURPUREO ROSCIANUM
 
Meglio conosciuto come il "ROSSANENSIS" è un preziosissimo evangelario illustrato da 15 miniature sulla vita di Gesù in un testo tra i più antichi ed attendibili, radice e fonte perciò della dottrina religiosa cristiana e della cultura europea. Per ampiezza (376 pagine) è un "unicum" e non ha nulla che l'eguagli nella perfezione e purezza della pergamena purpurea, nella scrittura in oro e argento. Agli inizi del sec.VIII Rossano dà alla Chiesa il suo secondo Papa, Benedetto Sanidega, pontefice dal 705 al 707 col nome di Giovanni II. Il secolo X che per l'Europa è uno dei "secoli di ferro" è per Rossano "il secolo d'oro". E' il centro urbano più grande ed importante della Calabria, con un porto di prim'ordine, è sede dello "Stratego" (il Governatore bizantino) e di scuole monastiche dalle quali escono gli uomini più rappresentativi di quel tempo. Innanzi tutto San Nilo (910-1004) il più illustre dei figli di Rossano. 
 
CODEX PURPUREO 2 ROSCIANUM
 
Nel sec. X San Nilo è tra gli uomini più colti del suo tempo, precursore e preparatore della grande rivoluzione culturale che sarà l'Umanesimo-Rinascimento. Asceta e uomo d'azione è fondatore di diversi monasteri tra i quali la famosa Badia Greca di Grottaferrata presso Roma, espressione massima del Monachesimo Italo-Greco detto "Basiliano". Poi Giovanni Filagato, contemporaneo ed amico di San Nilo, famoso erudito e filologo, Vescovo di Nonantola ed arcivescovo di Piacenza, consigliere dell'Imperatore Ottone II di Sassonia e maestro di Ottone III. Giovanni Filagato diventerà Papa col nome di Giovanni XVI (997-998). San Bartolomeo (980-1055), discepolo di San Nilo e continuatore della sua opera.
Alla fine del periodo angioino, nel 1417, per opera della regina Giovanna II, Rossano da città di demanio regio diventa Principato. Dai primi del '500 alla metà del '700 Rossano rivive il ruolo di "Città di Cultura" con l'apertura del Seminario Diocesano e due Accademie note a livello nazionale, quella dei "Naviganti" e quella degli "Spensierati" che avranno l'adesione di tanti illustri personaggi come il Papa Benedetto XIII ed il filosofo Gian Battista Vico; sorge il Teatro provinciale "Paolella" unico nella Calabria sino alla fine del sec. XVIII.
 
CATTEDRALE
 
Il tempo del "Decennio Francese" (1806-1815) Rossano ridiventa una delle città più attive e vivaci della Calabria. Partecipa al Risorgimento sia con l'eroica figura di Domenico Morici che con Luigi Minnicelli (uno dei 1000 garibaldini). Nel 1806 diventa Capoluogo di uno dei 4 Distretti della Calabria Citeriore e diventa (1894-1926) sede di Sotto-Prefettura.  Nel 1865 diventa sede di Tribunale e 10 anni dopo di Corte d'Assise e di Distretto militare. Nel 1876 Rossano inaugura il tronco ferroviario Jonico e dopo qualche anno avvia la prima illuminazione elettrica e le prime centrali termiche ed idroelettriche della Calabria.

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